È il 22 febbraio del 1953 quando esordisce con la Virtus: non ha ancora compiuto 16 anni. L’ultima partita con la Pro Lanciano la gioca invece il 14 gennaio del 1962. Con la maglia rossonera alla fine scende in campo 136 volte e segna 31 gol Tonino D’Atri, bandiera del calcio frentano degli anni ’50, che si è spento giovedì nella sua casa di San Vito a 89 anni. Ala sinistra e colonna della squadra che ha fatto sognare e gioire i tifosi al vecchio campo della Vittoria, D’Atri è stato uno di quei giocatori che ha segnato un’epoca. Quella della Virtus che lotta per vincere il campionato regionale, che all’epoca si chiama Promozione.
La sua gara d’esordio è un Virtus Lanciano-Orsogna 1-1: a farlo debuttare è Giuseppe Baccilieri. È il campionato 1952-53: il giovane Tonino colleziona quattro presenze. Dall’anno successivo però è titolare, sempre con la maglia numero 11. Il primo gol lo segna alla prima giornata, c’è di nuovo l’Orsogna di fronte ma stavolta finisce 5-1. È la Virtus di Luigi Del Grosso, Leo De Pol e Camillo Mastrangelo, Dino De Pieri in porta e Nicola Di Pietro capocannoniere: è l’anno di un epico testa a testa con il Giulianova, che alla fine la spunta.
La vittoria del campionato arriva nel 1956: è la Virtus di Peppino Pace e Armando Valloreggio, di Gianni Frini e Walter Pupillo, allenata da Dante Lacorata. Sono anni in cui la divisione regionale è decisamente competitiva: le Serie A, B e C infatti sono tutte a girone unico, e non è raro vedere sui campi abruzzesi calciatori con trascorsi recenti in A. Le rivali più agguerrite sono Pro Vasto e soprattutto Ortona. Decisivo è lo scontro diretto con i gialloverdi alla 24esima giornata, quando le due squadre sono prime a pari punti. Il 29 aprile del ’56 Virtus e Ortona si affrontano in un campo della Vittoria pieno come un uovo. I rossoneri vincono 2-0: D’Atri sigla il raddoppio a un quarto d’ora dal termine.
Dopo due stagioni in quarta serie, la Virtus retrocede nuovamente nel campionato regionale. D’Atri viene ceduto al Torremaggiore, dove resta due anni. Torna in Abruzzo, tesserato dall’Ortona, nell’estate del ’61. Ma dopo poche settimane si trasferisce alla Pro Lanciano guidata da Romeo Legnani allenatore-giocatore, dove ritrova gli ex compagni del ’56 Valloreggio e Frini.
Questo ritorno in rossonero dura poco: gioca solo quattro partite. La carriera da calciatore continua però nella giovane Sanvitese. Mette al servizio della squadra fondata nel 1962 l’esperienza maturata nelle categorie superiori e le capacità tecniche. Nel 1965 è uno dei protagonisti della vittoria del campionato che vale la storica promozione nel massimo torneo regionale. Nel 1966-67 gioca le ultime partite e, nel finale di campionato, si siede anche in panchina: prende il posto dell’ex compagno di squadra Pupillo, e in seguito sarà allenatore a più riprese allenatore della Sanvitese.
La politica, altra sua grande passione, lo porta ad essere sindaco di San Vito, carica che ricopre dal 1978 al 1983 e di nuovo dal 1985 al 1990. La passione per il calcio però non lo abbandona, così come resta legato ai colori rossoneri. «Gli anni più belli da ragazzo»: così definisce la sua militanza nella Virtus quando, nel 2019, viene invitato al Biondi in occasione di una manifestazione in vista del centenario del calcio lancianese.
La sua gara d’esordio è un Virtus Lanciano-Orsogna 1-1: a farlo debuttare è Giuseppe Baccilieri. È il campionato 1952-53: il giovane Tonino colleziona quattro presenze. Dall’anno successivo però è titolare, sempre con la maglia numero 11. Il primo gol lo segna alla prima giornata, c’è di nuovo l’Orsogna di fronte ma stavolta finisce 5-1. È la Virtus di Luigi Del Grosso, Leo De Pol e Camillo Mastrangelo, Dino De Pieri in porta e Nicola Di Pietro capocannoniere: è l’anno di un epico testa a testa con il Giulianova, che alla fine la spunta.

La Virtus Lanciano 1955-56: Tonino D’Atri è il terzo in piedi da destra, di fianco al capitano Valloreggio
La vittoria del campionato arriva nel 1956: è la Virtus di Peppino Pace e Armando Valloreggio, di Gianni Frini e Walter Pupillo, allenata da Dante Lacorata. Sono anni in cui la divisione regionale è decisamente competitiva: le Serie A, B e C infatti sono tutte a girone unico, e non è raro vedere sui campi abruzzesi calciatori con trascorsi recenti in A. Le rivali più agguerrite sono Pro Vasto e soprattutto Ortona. Decisivo è lo scontro diretto con i gialloverdi alla 24esima giornata, quando le due squadre sono prime a pari punti. Il 29 aprile del ’56 Virtus e Ortona si affrontano in un campo della Vittoria pieno come un uovo. I rossoneri vincono 2-0: D’Atri sigla il raddoppio a un quarto d’ora dal termine.
Dopo due stagioni in quarta serie, la Virtus retrocede nuovamente nel campionato regionale. D’Atri viene ceduto al Torremaggiore, dove resta due anni. Torna in Abruzzo, tesserato dall’Ortona, nell’estate del ’61. Ma dopo poche settimane si trasferisce alla Pro Lanciano guidata da Romeo Legnani allenatore-giocatore, dove ritrova gli ex compagni del ’56 Valloreggio e Frini.

D’Atri, insieme al virtussino Mario Rosi, con la maglia del Borgo Lanciano durante una delle amichevoli che si disputavano a ranghi misti durante la settimana
Questo ritorno in rossonero dura poco: gioca solo quattro partite. La carriera da calciatore continua però nella giovane Sanvitese. Mette al servizio della squadra fondata nel 1962 l’esperienza maturata nelle categorie superiori e le capacità tecniche. Nel 1965 è uno dei protagonisti della vittoria del campionato che vale la storica promozione nel massimo torneo regionale. Nel 1966-67 gioca le ultime partite e, nel finale di campionato, si siede anche in panchina: prende il posto dell’ex compagno di squadra Pupillo, e in seguito sarà allenatore a più riprese allenatore della Sanvitese.
La politica, altra sua grande passione, lo porta ad essere sindaco di San Vito, carica che ricopre dal 1978 al 1983 e di nuovo dal 1985 al 1990. La passione per il calcio però non lo abbandona, così come resta legato ai colori rossoneri. «Gli anni più belli da ragazzo»: così definisce la sua militanza nella Virtus quando, nel 2019, viene invitato al Biondi in occasione di una manifestazione in vista del centenario del calcio lancianese.

Tonino D’Atri, al centro, con Alessandro Gazzaniga e Giancarlo Micolucci all’esterno del Biondi nel 2019



